Quando Melinda Roberts si è ritrovata il cortile pieno di tegole dopo un forte temporale, il suo assicuratore non le ha mandato il solito perito. Al posto di quest'ultimo, le ha inviato un drone. Il dispositivo ha sorvolato la casa della signora Roberts a Birmingham, Alabama, scattando foto del suo tetto.


Una settimana dopo è arrivato dalla Liberty Mutual Insurance un assegno che copriva i danni.


La nuova frontiera dei droni si chiama assicurazione. Liberty Mutual è una delle numerose compagnie assicurative che hanno ottenuto l'autorizzazione federale e utilizzano quotidianamente i droni per fotografare i danni alle abitazioni, soprattutto a seguito di uragani, tornadi o inondazioni. Le immagini aeree possono rilevare i danni in luoghi, come i tetti, ai quali non sempre i periti dell'assicurazione possono accedere in tutta sicurezza.


Oggi negli Stati Uniti quattro assicuratori auto su dieci non inviano più regolarmente i propri impiegati per verificare i danni di persona. L'automazione (dai droni alle app per fotografare, all'intelligenza artificiale) ha accorciato sensibilmente i tempi di gestione dei sinistri: due o tre giorni, contro i 10-15 dell'approccio tradizionale, che include il sopralluogo di persona.


Procedimenti più rapidi significano anche risparmi per gli assicuratori, se è vero che circa l'11% di ogni premio assicurativo è speso nella investigazione e nella liquidazione dei sinistri. L'automazione può anche ridurre l'entità dei pagamenti. In taluni casi, infatti, prima si interviene, meglio.


Ben presto l'intero processo assicurativo, dalla notifica presso la compagnia alla stima dei danni, potrebbe essere attuato senza l'input umano.

 

FONTE: Italia Oggi