Disastro del 12 luglio, è mistero sull'assicurazione della Ferrotramviaria!

 

La Regioneva detto, ha approvato un contributo di 4mila euro alle famiglie delle vittime per i costi sopportati per il funerale. Un contributo esteso anche ai nuclei che non hanno scelto di partecipare alle esequie pubbliche.

 

Pare che i legali delle famiglie delle vittime abbiano chiesto più volte di sapere quale sia la ragione sociale dell'assicurazione di Ferrotramviaria. Ad oggi nessuna risposta è stata accordata.


C’è ancora mistero su quale sia la compagnia di assicurazione della Ferrotramviaria. Mentre ancora continua il botta e risposta tra Regione e Ferrotramviaria in merito alle responsabilità di una e dell’altra, i legali delle famiglie delle vittime non riescono ancora a conoscere la ragione sociale dell'assicurazione di Ferrotramviaria: ad oggi nessuna risposta è stata accordata.


Pare sia invece definito il risarcimento dovuto da Ferrotramviaria: il massimale previsto dalla polizza assicurativa è pari a 30 milioni di euro ed è interesse dell'azienda arrivare presto ad un accordo.


A Roma intanto si susseguono vari incontri per stabilire i parametri di valutazione nella distribuzione dei 10 milioni di euro messi a disposizione dal Governo.
Intanto, nei giorni scorsi, si è assistito al rimpallo tra Emiliano e i vertici dell’azienda che detiene la linea ferroviaria incriminata: il Presidente della Regione asseriva che l'installazione del Sistema di controllo marcia treno (Scmt) sulla tratta Andria-Corato sarebbe stato rinviato dall'azienda per una questione economica: «il massimo della sicurezza possibile era raggiungibile - ha dichiarato Emiliano - con un investimento modesto di poche centinaia di migliaia di euro».


Ferrotramviaria ha risposto sottolineando che l’infrastruttura è di proprietà della Regione Puglia che dovrebbe decidere quali opere e interventi portare avanti e, soprattutto, reperire i fondi per realizzarle. Un rimando che, auspichiamo, trovi una celere risoluzione nelle aule giudiziarie della Procura di Trani.


Di fatto restano sei gli indagati della Procura tra ferrovieri e vertici dell’azienda che gestisce la tratta, con l’ipotesi di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. La relazione dei consulenti tecnici che hanno esaminato i rottami dei due convogli non è stata ancora depositata. La Regione si è costituita parte offesa nel processo in quanto i treni di sua proprietà sono andati distrutti.

 

FONTE: CoratoLive.it