Quasi tutte le banche sono social. Sono il 94% gli istituti con un presidio sui principali social network, secondo la IV Edizione dell’Osservatorio Social Minds. Facebook è il canale più utilizzato, seguito da LinkedIn e YouTube.


LA STRATEGIA SOCIAL DELLE BANCHE
La ricerca, presentata all’Italian Social Banking Forum, si basa su un campione di 50 banche, tra grandi istituti e banche locali e online. La quasi totalità degli istituti nazionali e quelli online è social. Le banche locali, invece, sono ancora lontane dal 100% ma passano dal 43% della precedente rilevazione all’86%. 38 banche su 50 sono su Facebook, con contenuti mirati in base al target di riferimento. LinkedIn invece è il canale utilizzato da 37 istituti, che danno ampio spazio anche alla sezione “careers”, seguito da YouTube con 34 banche: qui si pubblicano video-interviste ai manager, spot e eventi sponsorizzati, oltre a tutorial di “educazione finanziaria”.

 

COME LE BANCHE USANO I SOCIAL?
Solo il 24% degli istituti di credito ha una strategia sui social media di tipo evoluto, pratica cioè una diversificazione dei contenuti e della piattaforme in base alle finalità di business. La maggior parte delle banche (37%) si limita a quello che la ricerca definisce un “uso potenziale” dei social, con una strategia più o meno definita ma non ancora evoluta, oppure di semplice presidio (33%). Se ormai tutte le banche ritengono che essere presente sui social è fondamentale, spesso all’interno emergono ostacoli come i timori di un confronto diretto con gli utenti, la mancanza di competenze interne o l’idea che siano canali poco efficaci per il ROI.

 

“LA MIA BANCA È SOCIAL?”

Cosa pensa invece il cliente della comunicazione sui social network della propria banca? L’80% dei clienti bancari sa la banca ha uno o più profili e li ha anche consultati almeno una volta. I follower non sono i giovanissimi: l’utente medio è nella fascia di età tra i 35 e i 44 anni, seguita da quella tra i 25 e i 34. Sono gli uomini i più interessati a seguire il proprio istituto: il 64% contro il 36% delle donne. Ma perché diventano follower? Soprattutto come “joining” (vale a dire la semplice adesione alle pagine cui ci si sente in qualche modo vicini o cui si vuole appartenere), poi per restare informati su prodotti, iniziative e concorsi, oppure per ricevere assistenza online.

 

FONTE: Azienda Banca